+39 075 609699 info@lusios.it

Il Privacy Shield: dall’applicazione all’annullamento

Lusios S.r.l.

Il 12 luglio 2016 la Commissione europea, per mezzo della decisione 1250/2016, con un atto di estrema rilevanza – politica, comunitaria e di sicurezza – ha adottato il cosiddetto “scudo” UE-USA per la privacy – noto come Privacy Shield – entrato in vigore dopo travagliate trattative tra i rappresentanti degli stati dell’Unione e della Federal Trade Commission, l’Agenzia federale per il commercio statunitense (FTC).

Il Privacy Shield è un accordo valido per gli scambi di dati personali che transitano dall’Unione Europea agli Stati Uniti d’America, fortemente voluto dall’Unione a seguito di una rinnovata sensibilità circa l’importanza della riservatezza dei dati personali nella nostra società, culminata con l’approvazione del Regolamento UE 679/2016 – il noto GDPR vincolante per tutti gli stati membri.

[…]

Si è arrivati quindi ad nuovo capovolgimento dei rapporti giurisprudenziali UE/USA il 16 luglio 2020, quando la Corte UE ha invalidato dopo quattro anni il Privacy Shield, lasciando salva la possibilità di attingere a quelle clausole contrattuali (le SCC) in grado di rispettare i principi di adeguatezza, proporzionalità e responsabilità del trattamento sanciti dal GDPR: questo autentico stravolgimento è arrivato in risposta ad un ordine esecutivo dell’Amministrazione Trump, in cui è stato specificato il primato della sicurezza pubblica degli Stati Uniti sul bilanciamento con il trattamento dei dati di cittadini esteri, autorizzando di fatto le agenzie federali americane a forzare per necessità di sicurezza nazionale gli accordi raggiunti in materia di privacy.

[…]

La sentenza della Corte apre tuttavia una voragine normativa, in quanto numerose aziende che attingevano al Privacy Shield ora si ritrovano potenzialmente ad operare nell’illegalità: inutile dire come tra questi ci sia la già citata Facebook, che ha più volte dichiarato di volersi adeguare tramite le clausole contrattuali standard. Nel frattempo, sono passati più di sei mesi; il trasferimento dei dati dall’UE agli USA non è normato da nessun tipo di accordo in vigore, e alla Presidenza della Casa Bianca si è appena avvicendato un nuovo inquilino: saranno ristabilite le condizioni per un nuovo e più corposo accordo tra le parti in grado parametrare diritti e garanzie, protezione dei dati e possibilità di interscambio commerciale?

Per visualizzare l’articolo completo: 20210426 notizia_PrivacyShield